Il patto generazionale di Michele Zarrella

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Il patto generazionale di Michele Zarrella

Scrivere un testamento è una cosa poco allegra, ma necessaria: ha a che fare con l’essenza della vita umana e serve a dare risorse e aiuto alle generazioni successive e permettere loro una vita migliore. Un testamento è ciò che i genitori lasciano ai figli: terreni, case, soldi. È un patto generazionale e, in generale, per il senso comune, eredità è un dono, cioè è qualcosa di buono. Ma la parola eredità è una parola complessa e non sempre positiva, perché se lasciamo alle future generazioni degli Sati indebitati, delle società disordinate e degli ambienti devastati a cosa serviranno case, gioielli e automobili?

Come pure non è certo positivo ereditare una crisi climatica. Quindi quando parliamo di eredità dobbiamo tenere presente questa complessità. Allora, più in generale, eredità significa ricevere qualcosa da chi è venuto prima di noi e dare qualcosa a chi verrà dopo di noi. Nell’eredità si consegnano cultura, sviluppo, beni materiali e immateriali alle generazioni successive, ma anche quello che abbiamo preso in prestito dal futuro. Il debito che fa una generazione lo dovrà pagare quella successiva. Lo stesso dicasi per l’ambiente e per il riscaldamento globale. Quindi dobbiamo tenere presente questa complessità e sforzarci di comunicarla in modo che le persone si rendano consapevoli di cosa significa eredità, cosa significa patto generazionale. L’attuale sistema economico e le teorie individualiste tendono a massimizzare l’utile di una persona, di una azienda.

Questo complica il patto generazionale, perché se una generazione porta dei danni a quella successiva, a causa dell’asimmetria temporale, non ci sarà modo per rimettere in pari le cose in maniera diretta. Pertanto è importante pensare con grande attenzione alle conseguenze di quello che facciamo. Per esempio l’enorme miglioramento delle condizioni materiali avvenuto negli ultimi due secoli è dovuto allo sfruttamento dei combustibili fossili: una fonte di energia a buon prezzo di cui abbiamo tratto a piene mani dalle viscere della Terra. Però i combustibili fossili emettono eccessiva anidride carbonica nell’atmosfera. Sappiamo che l’atmosfera si riscalda all’aumentare della concentrazione dell’anidride carbonica in essa e fa aumentare la temperatura del pianeta. Il sentimento prevalente è che si stiano aumentando la concentrazione di gas serra da troppo tempo e troppo velocemente e che la nostra abilità nel modificare l’atmosfera stia sorpassando la nostra capacità di fare un uso saggio e lungimirante del millenario equilibrio raggiunto dalla biosfera.

Pertanto se vogliamo dimostrare saggezza e lungimiranza dobbiamo in qualche modo limitare il nostro modo di produrre energia perché altrimenti le generazioni future potrebbero non avere tempo a loro volta per produrre e lavorare per il loro progresso. Tutti i genitori dichiarano di voler bene ai loro figli e nipoti e che essi sono la loro principale fonte di felicità e sono i loro eredi. Se però non limitiamo gli sprechi e non cambiamo il modo di produrre l’energia significa forse che l’Homo sapiens si autoinganna? Può darsi però che a furia di chiacchierare e non prendere decisioni stringenti a un certo punto potremmo non avere più tempo. E allora cosa possiamo fare?

Da un lato aborrire gli sprechi e dall’altro investire in tecnologie che consentano di produrre energia che non emette anidride carbonica. Azioni che consentiranno di lasciare una eredità che sia in equilibrio con la biosfera e ricca di vita – flora e fauna – per le future generazioni e al contempo consentire ad esse di avere un futuro. In questo modo il patto generazionale verrà rispettato.